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Escursioni






VELIA

L’antichissima città di Elea – Velia fu fondata dai Focei intorno al 540 a.C. provenienti dalla città di Focea sulla costa dell’attuale Turchia, in seguito all’assedio dei Persiani. Elea fu una florida città della Magna Grascia ed ebbe fra i suoi uomini illustri il filosofo Parmenide, padre della Scuola Filosofica Eleatica, Zenone fondatore della dialettica. Fu anche sede di una importante Scuola Medica basata sugli insegnamenti filosofici di Parmenide. Da questa scuola discesa la Scuola Medica Salernitana. Fu successivamente alleata di Roma ed in questo periodo rinomalta stazione climatica assumendo il nome di Velia. Attualmente è visitabile la ricca area archeologica comprendente i diversi quartieri della città, l’Acropoli con il basamento del Tempio di Atena e la torre Angioina sopra costruita in epoca Angioina, la Porta Rosa , unico esempio di arco a tutto se sesto dell’architettura greca, le Terme, ecc.. L’area Archeologica, nel periodo estivo, ospita varie manifestazioni culturali di notevole suggestione ed interesse artistico.

CERTOSA DI PADULA

Dedicata a San Lorenzo fu eretta tra il 1306 e la fine del settecento, iniziata dal Conte Tommaso Sanseverino, nipote di Tommaso d’Aquino, e dai Frati Certosini dell’Ordine fondato da San Bruno di Colonia, è con i suoi 51000 metri quadri di estensione fra superfici coperte e chiostri il più grande e monumentale monastero dell’Italia Meridionale. Essa è una vera e propria città – monastero completamente autosufficiente. Da visitare il magnifico chiostro grande, la splendida scala ottagonale, i chiostri minori la chiesa, le varie cappelle, con tutte le opere pittoriche ivi presenti ecc. Interessanti le iniziative da parte della Soprintendenza ai B.A.A.A.S. di Salerno e Avellino che prevedono l’utilizzo degli ambienti della certosa per la realizzazione di mostre di artisti italiani a rotazione durante l’arco dell’anno.
PAESTUM E’ senza dubbio il più notevole e suggestivo complesso architettonico urbano, perfettamente identificabile della Magna Graecia oggi conservato nell’intero bacino del Mediterraneo, tappa fondamentale per chi vuole conoscere l’architettura classica. La città fu fondata dagli Achei nel VII secolo a. C. col nome di Poseidonia, poi mutato nel lucano Paistom e successivamente, nel periodo della dominazione romana, Paestum. E’ racchiusa da una fortificazione di torri e mura, all’ interno della quale trovano collocazione i magnifici resti di tre templi in stile dorico: il tempio cosiddetto Basilica del 550 a.C.; il tempio di Cerere del 500 a.C. ; e il superbo, e perfettamente integro nelle strutture architettoniche, tempio di Nettuno 450 a.C., oltre ad altri numerosi esempi di edifici pubblici civili e religiosi quali il Tempio Italico, l’Agorà, il Gymnasium, l’Anfiteatro, le Terme ecc. E’ visitabile il famoso Museo Nazionale, costantemente arricchito da nuovi ritrovamenti, ove trovano collocazione, oltre ai reperti provenienti anche dall’area archeologica di Elea-Velia, i famosi affreschi della Tomba del Tuffatore, rarissimo esempio di pittura greca murale esistente, risalente al 480 a. C.

PAESTUM

Paestum è un’antica città della Magna Grecia sacra a Poseidone (fu chiamata Poseidonia) ma devotissima anche a Hera e Atena. Il suo territorio è ancora oggi cinto dalle mura greche, così come modificate in epoca lucana e romana poi.

Si trova in Campania, in provincia di Salerno, nel comune di Capaccio[1], a circa 30 chilometri a sud del capoluogo della provincia (97 km a sud di Napoli). È situata nella Piana del Sele, vicino al litorale, nel golfo di Salerno, verso il Cilento.
La città fu fondata verso la fine del VII secolo a.C. da coloni Greci provenienti da Sibari (Sybaris) con il nome di Poseidonia. La ricchezza della città è documentata dalla costruzione avvenuta tra il VI ed il V secolo a.C. di grandi templi le cui rovine si sono ben conservate fino ai giorni nostri.

In seguito all’invasione dei Sibariti, alcuni “esuli pestani” si rifugiarono nell’entroterra dando vita all’insediamento di Controne.

Nel V secolo a.C. i Lucani, popolo italico di ceppo Sabellico, conquistarono la città e le diedero il nome di Paistom. Nel 273 a.C. divenne colonia romana di diritto latino con il nome di Paestum dopo che la città aveva parteggiato per il perdente, Pirro, nella guerra contro Roma agli inizi del III secolo a.C.

La città rimase sempre sotto il dominio romano, ma iniziò ad entrare in declino fra il quarto ed il VII secolo, probabilmente a causa dei cambiamenti nel drenaggio che portarono all’impaludamento e al contemporaneo arrivo in Europa della malaria. Dopo le distruzioni portate dai Saraceni nel IX secolo e dai Normanni nell’XI, il sito fu abbandonato durante il Medioevo, quando gli abitanti, allontanatisi, fondarono Capaccio.

Assieme alla frazione Laura fu interessata, il 9 settembre 1943, dagli sbarchi delle forze alleate durante l’operazio

COSTA CILENTANA

La Costiera Cilentana comprende alcuni dei tratti più suggestivi ed interessanti dell’intero bacino del Mediterraneo. Alcune fra le sue perle sono sicuramente Palinuro, Punta Licosa a la costa di Marina di Camerota. Tutta la costa, nonostante le notevoli antropizzazioni, regala forti emozioni grazie al susseguirsi di spiagge di sabbia fine e di alte scogliere percorse da grotte e insenature e ricoperte di folta vegetazione mediterranea, alla cui guardia ancora resistono le torri di difesa di epoca del Viceregno spagnolo (XVI sec.) disseminate nei punti più spettacolari e costruite per difendersi dalle incursioni dei barbareschi e dei turchi, quando il pericolo veniva dal mare. Tutta la costa si offre a bellissime gite in barca, durante le quali si possono raggiungere angoli incontaminati, oppure vistare uno dei tanti porticcioli o paesi che si affacciano sul mare, quali Agropoli S. Maria di Castellabate, Punta Licosa con la sua pineta di pini di Aleppo, Agnone Cilento, Acciaroli, ove soggiornò Hemingwai, Pioppi e il suo Museo del Mare, Ascea Marina, Pisciotta, Palinuro con la Grotta Azzurra, Marina di Camerota e le sue grotte ricche di fossili e di sorgenti d’acqua dolce a livello del mare, la Baia degli Infreschi, riserva marina, Scario ecc.

PARCONAZIONALE DEL CILENTO

Il Parco è uno dei più estesi d’Italia e per il suo interesse, dovuto alla sua biodiversità, è stato inserito nella rete mondiale delle Riserve della Biosfera. Sia la flora che la fauna sono molto ricche. Per ciò che concerne la flora possiamo ricordare la Primula Palinuri, simbolo del Parco, il Pino di Aleppo, il plurisecolare e maestoso ulivo Pisciottano, i boschi di faggi ,di cerri, e di castagneti, la macchia mediterranea, ecc.. La fauna, altrettanto ricca, ospita la lontra nei fiumi Calore, Mingardo e Sammaro, il lupo è stato osservato sul monte Cervati e sugli Alburni, il tasso la donnola, l’aquila, la poiana, il picchio verde e nero, ecc.. Irrinunciabili saranno le escursioni nel territorio del Parco per visitare i centri storici ed i paesini arroccati sulle colline, immersi nel verde, fra miriadi di manifestazioni gastronomiche e delle tradizioni locali, nelle quali si potranno degustare salumi, vini, formaggi, olio extravergine d’oliva, pane fatto in casa, castagne , miele, ecc., oppure abbandonarsi alle più esaltanti manifestazioni della natura sia sui più alti monti del Cilento quali il Monte Cervati, Gelbison , Bulgheria, i monti Alburni, sia lungo le coste a partire da Punta Licosa a Capo Palinuro alla Baia degli Infreschi.
E’ possibile organizzare su richiesta delle escursioni guidate nei luoghi indicati o dare indicazioni su escursioni già organizzate in loco.